Il sistema antiriciclaggio persegue l’obiettivo di prevenire l’ingresso nel sistema legale di risorse di origine criminale; esso contribuisce, quindi, a preservare la stabilità, la concorrenza, il corretto funzionamento dei mercati finanziari e, più in generale, l’integrità dell’economia complessivamente intesa.
La cornice legislativa dell’ordinamento italiano in materia di antiriciclaggio è rappresentata dal D.Lgs. n. 231/2007, così come modificato dal D.Lgs. n. 125/2019. Tale decreto ha introdotto una serie di adempimenti allo scopo di proteggere la stabilità e l’integrità del sistema economico e finanziario.
Costituiscono adempimenti fondamentali alle finalità della normativa i seguenti istituti/obblighi:
– valutazione del rischio (artt. 15-16 d.lgs. 231/2007);
– adeguata verifica della clientela (artt. 17-30 d.lgs. 231/2007);
– conservazione dei documenti, dei dati e delle informazioni (artt. 31, 32 e 34 d.lgs. 231/2007).
Un principio cardine del sistema è l’approccio basato sul rischio, che deve orientare l’azione delle autorità e il comportamento dei soggetti obbligati. La valutazione dei rischi di riciclaggio consente di calibrare i presìdi adottati ai fini di prevenzione, favorendo una migliore allocazione delle risorse.
Il metodo Saev, elaborato in collaborazione con il Prof. Ranieri Razzante, facilita il raggiungimento di tale obiettivo, attraverso la riduzione delle tempistiche dei processi di acquisizione, analisi e monitoraggio dei dati e che sviluppa l’approccio del professionista agli adempimenti in una logica di accountability.