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Sanzione per 17 milioni di Euro a Wind Tre Spa

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Blog 20/07/2020 Saev Group

Sono centinaia le segnalazioni ed i reclami che l’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali riceve per lamentare casi di “marketing selvaggio” e sulla scorta di queste continua l’attività di controllo del Garante agli operatori telefonici.

Nell’ambito di tali attività di controllo, nella riunione del 9 luglio scorso, l’Autorità ha sanzionato Wind Tre Spa per circa 17 milioni di euro per numerosi trattamenti illeciti di dati, legati prevalentemente ad attività promozionali.  Il Garante dichiara che il nuovo provvedimento è stato l’esito di una complessa attività istruttoria ed ispettiva, ma la società era già stata destinataria di un provvedimento inibitorio e prescrittivo quando era ancora in vigore il vecchio Codice privacy per analoghe violazioni.

Gli utenti reclamavano la ricezione di contatti promozionali indesiderati, effettuati senza consenso tramite sms, e-mail, fax, telefonate e chiamate automatizzate. In numerosi casi, inoltre gli interessati segnalanti dichiaravano di non esser stati messi in grado di poter esercitare il proprio diritto di revoca del consenso o di opposizione al trattamento dei loro dati per finalità di marketing (anche a causa di imprecisioni nell’indicazione dei canali di contatto presenti nell’informativa). In altri casi veniva lamentata la pubblicazione di dati personali negli elenchi telefonici pubblici nonostante l’opposizione (a volte reiterata) degli interessati.

Dall’attività di controllo è inoltre emerso che le app MyWind e My3 erano impostate in maniera tale da obbligare l’utente a fornire, ad ogni nuovo accesso, una serie di consensi per diverse finalità di trattamento (marketing, profilazione, comunicazione a terzi, arricchimento e geolocalizzazione), salvo poi consentire di revocarli trascorse 24 ore.

Gli accertamenti del Garante hanno messo in luce diversi gravi illeciti anche dei partner commerciali di Wind Tre. Per queste violazioni, uno dei partner del gestore telefonico che raccoglieva i dati illecitamente è stato multato per 200mila euro dal Garante e si è visto imporre il divieto di utilizzare i dati raccolti e trattati da agenti presenti sul territorio nazionale (denominati “procacciatori”) in totale spregio delle norme in materia di protezione dati.

Le argomentazioni portate a propria difesa da Wind non sono state ritenute adeguate dal Garante che, oltre a sanzionare la società telefonica per 16.729600 euro, ha vietato alla società il trattamento dei dati acquisiti senza consenso e le ha ordinato di adottare misure tecniche e organizzative per un effettivo controllo della filiera dei partner, nonché procedure per rispettare la volontà degli utenti di non essere disturbati.

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